L'EMDR si basa sulla stimolazione bilaterale, in grado di “agganciare” entrambi gli emisferi cerebrali.
Questa procedura, attuata secondo uno specifico protocollo ed inserita nella cornice di una relazione psicoterapeutica personalizzata, è in grado di riprocessare l'informazione disturbante.
Per lo più questa stimolazione avviene attraverso i movimenti oculari, che danno il nome a questa pratica terapeutica (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), ma possono essere utilizzati altri stimoli: tattili, uditivi.
Inoltre si è ampliata la tipologia di esperienze a cui applicare l'Emdr, privilegiando l'aspetto soggettivo della valutazione di disturbo ancora percepito, piuttosto che la dimensione traumatica oggettiva. Questo lavoro dei terapeuti che utilizzano l'Emdr, è in atto ormai da diversi anni è ed stato, a mio parere, confermato dal nuovo DSM V, nel capitolo sul DPST, dove il carattere di catastroficità che prima doveva avere carattere assoluto, adesso diventa soggettivo e non più oggettivo. “...Secondo il modello EMDR le esperienze traumatiche possono arrivare a sopraffare il sistema di elaborazione adattiva dell'informazione, non consentendogli di fare i collegamenti interni necessari per giungere a una risoluzione interna delle esperienze stesse.
L'EMDR tiene dunque conto di tutti gli aspetti di un'esperienza stressante o traumatica, cognitivi, emotivi, comportamentali e neurofisiologici, utilizzando i movimenti oculari o altre forme di stimolazione bilaterale allo scopo di ristabilire l'equilibrio eccitatorio/inibitorio, migliorando così la comunicazione tra gli emisferi cerebrali.
La patologia viene in questo approccio considerata come informazione immagazzinata in modo non funzionale, mentre la salute mentale è definita come un equilibrio tra ricordi positivi, da un lato, ed esperienze negative correttamente rielaborate, dall'altro.” Dalla presentazione del libro di Francine Shapiro LASCIARE IL PASSATO NEL PASSATO. Astrolabio edizioni.
Emanuela Boille
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Ultima modifica: 14/03/2016
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