Prima di tutto occorre sottolineare un semplice concetto che sembrerà forse ovvio e scontato.
Lo scrivere non deve essere considerato solo un'attività prettamente "manuale", la mano è solo uno strumento guidato dal cervello, come lo dimostrano non solo gli studi neurologici specifici ma soprattutto le rieducazioni grafomotorie* in caso di handicap: scrittura con i piedi, con la bocca, per citare solo le più conosciute.
Il termine grafologia è stato introdotto nel 1870 dall'Abate francese Jean-Hippolyte Michon quale risultato dell'unione del greco graphein (scrivere) e logos (discorso).
Michon è stato inoltre l'artefice del primo tentativo di sistematizzazione della grande quantità di osservazioni e di teorie già allora esistenti. Il suo lavoro ha costituito una sorta di battesimo scientifico per la grafologia che successivamente, nel corso dell'ultimo secolo, si è affermata a livello europeo come disciplina scientifica a sé stante.
Alla base di questo sviluppo troviamo la crescita di scuole diverse tra loro, ognuna propugnatrice di un proprio metodo e rappresentativa di paesi culturalmente ricchi come la Germania, la Svizzera, la Francia e l'Italia, dove fu particolarmente attivo Padre Girolamo Moretti.
*Vedi i lavori di Ajuriaguerra sull'evoluzione della scrittura nel libro di J. Peugeot La conoscenza del bambino attraverso la scrittura, Brescia la Scuola, 1985.
Al giorno d'oggi, come in tanti altri campi, l'evoluzione della ricerca ha in un certo modo smussato le differenze tra le varie scuole e anche le antiche contese di supremazia o precedenza di una scuola sull'altra, si prende atto, invece, come tutte abbiano contribuito all'attuale status scientifico della grafologia.
Adesso la grafologia si presenta come una tecnica trasmissibile che scaturisce da teorie attentamente elaborate e ha come oggetto lo studio della persona attraverso l'analisi del gesto scrittorio, visto nella sua relazione dinamica con lo spazio grafico. (tratto da Oltre il bianco, panorama sulla grafologia, di N. Boille, Epsylon editrice.
La Grafopatologia, indaga sul deterioramento del segno grafico, indicatore di alterazioni psicofisiologiche della personalità, ossia alterazione del funzionamento della trasmissione del movimento grafico, sia a livello del sistema nervoso centrale che periferico.
"Lo scritto può considerarsi un vero sismografo dello stato psicofisico del soggetto scrivente."(Renato Perrella).
Emanuela Boille
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Ultima modifica: 14/03/2016
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